Il Metodo

Come dimostrato da diversi studi scientifici effettuati in università di tutto il mondo, per prevenire e risolvere definitivamente una problematica dolorosa muscolo-scheletrica e fare in modo che non si ripresenti più, è indispensabile un approccio valutativo e una metodica-terapeutica multidisciplinare che punti alla NORMALIZZAZIONE POSTURALE del baricentro generale del corpo, con tecniche manuali e metodiche capaci di creare nuove e più funzionali strategie posturali per migliorare l’equilibrio del sistema corporeo.

Cos'è?

I

l nostro metodo di normalizzazione posturale è pratico e innovativo ed è il risultato di 15 anni di studi, ricerche e prove empiriche fatte sul campo da diversi operatori del settore. É un metodo fondato su basi scientifiche e pratiche che unisce l’approccio metodologico Osteopatico “classico”, basato sui principi dei suo fondatori; con quello della Posturologia “moderna”, in modo da integrare due approcci valutativi e operativi di trattamento, diversi ma complementari tra di loro, in un’unico approccio metodologico terapeutico. É un metodo che premette di far dialogare e cooperare il tecnico Osteopata con specialisti di diversi settori; sia in ambito medico/sanitario (come Medici, Ortopedici, Fisioterapisti, Masso-Fisio; ecc) che con Operatori olistici in ambito del Benessere (come Naturopati, Agopuntori, Massaggiatori Sportivi, Operatori Shiatsu; ecc).

Il metodo di normalizzazione posturale utilizza un approccio Osteopatico olistico che si basa sui principi del suo fondatore A.T. Still Still e che considera l’essere umano nella sua globalità di corpo, mente e spirito. Nel nostro approccio Osteopatico è opportuno ricordare che i termini “osteopatia strutturale”, “osteopatia fasciale”, “osteopatia viscerale” e “osteopatia craniale” si riferiscono ai diversi tipi di approccio manuale che l’operatore utilizza e integra in un unico sistema di trattamento Osteopatico per agire sui diversi tessuti e strutture del corpo.

Nel campo delle problematiche osteopatiche, il nostro metodo di normalizzazione posturale garantisce un’efficacia nel 98% dei casi trattati con 2, massimo 3 trattamenti manuali per ottenere una risoluzione definitiva delle problematiche dolorose nonché una prevenzione e un miglioramento generale della postura corporea.

Come funziona?

Nel nostro metodo di normalizzazione posturale, la fase valutativa iniziale è importante per integrare la visita osteopatica con la valutazione posturale e garantire una migliore interpretazione e maggiore discriminazione fra gli elementi che potrebbero determinare la causa primaria della disfunzione osteopatica.
N

ell’approccio osteopatico si indaga l’origine e la causa del dolore corporeo ricercando la “lesione primaria” o “lesione somatica”, detta anche “disfunzione” somatica o osteopatica; che altro non è che la parte corporea che per prima non rispetta più la naturale funzionalità bio-meccanica e fisiologica del soma, causando come effetto secondario il “patos” o dolore, che in un ottica olistica più amplia viene semplicemente interpretato come sintomo e non come causa della disfunzione somatica stessa.

Nell’approccio posturologico tramite l’utilizzo di test posturali specifici si può individuare e determinare in anticipo le cause dell’insorgenza di quadri sintomatologici disfunzionali, che potrebbero portare all’installazione della “disfunzione” somatica primaria stessa e se ne può prevedere e prevenire l’evoluzione in problematiche patologico degenerative a livello muscolo scheletrico; attribuibili a posture scorrette e protratte nel tempo.

N

el nostro metodo di normalizzazione posturale l’approccio “Osteopatico Posturologico” integra   la valutazione Osteopatica indagando l’origine dei meccanismi neuro-fisiologici che se alterati determinano degli squilibri posturali e quindi la disfunziognomica somatica; cioè l’insieme di tutti quei atteggiamenti posturali “forzati” che strategicamente mantengono un individuo in equilibrio “forzato” in posizione eretta e che determinano adattamenti e compensi corporei causando una postura fisiologicamente non corretta e “viziata”; originando disfunzioni somatiche e dolore.

V

a da sè che l’Osteopatia e la Posturologia indagano e trattano entrambe la stessa cosa, cioè ricercano l’origine e la causa primaria del dolore, e utilizzano principi terapeutici simili e complementari tra di loro, che in un’approccio valutativo e di trattamento manuale più globale e olistico; solo unendo questi due diversi approcci e in un’unica metodica terapeutica ”Osteopatico -Posturologica”, si può ottenere un risultato ottimale e garantire un successo nella risoluzione definitiva delle problematiche dolorose senza ulteriori recidive.

NN

Il nostro metodo di normalizzazione posturale garantisce un’efficacia nel 98% dei casi trattati con 2, massimo 3 trattamenti manuali per ottenere una risoluzione definitiva di tutte quelle problematiche dolorose, al quale un soggetto può andare incontro nell’arco della vita; oltre che una prevenzione e un miglioramento generale della postura corporea.

Le tecniche osteopatiche di normalizzazione

NORMALIZZAZIONE STRUTTURALE

Le Tecniche Osteopatiche di normalizzazione strutturale agiscono sulle strutture  muscolo-scheletriche, articolatorie e mio-tendine riequilibrandone e normalizzandone la corretta bio-meccanica e funzionalità motoria.

NORMALIZZAZIONE FASCIALE

Le Tecniche Osteopatiche di normalizzazione fasciale agiscono a livello meccanico e metabolico sui meccanocettori dei tessuti fascio-connettivali superficiali medio, profondi e capsulo-legamentosi, per migliorane e normalizzarne la motricità e le proprietà viscoelastiche.

NORMALIZZAZIONE VISCERALE

Le Tecniche Osteopatiche di normalizzazione viscerale agiscono sulle restrizioni dei tessuti viscero-fasciali profondi migliorandone la motilità intrinseca e mobilità estrinseca dei vari organi addominali con le strutture adiacenti, per stimolare e attivare le risposte neurovegetative e circolatorie a livello linfatico, venoso e arterioso normalizzando la funzionalità dei vari organi.

NORMALIZZAZIONE CRANIO-SACRALE

Le Tecniche Osteopatiche di normalizzazione cranio-sacrale agiscono globalmente a livello di tutte le suture membranose del cranio e sui punti pivot (incontro delle suture), sbloccando la tenso-struttura craniale di membrane interne a tensione reciproca (sistema in tensegrità); riequilibrandone e normalizzandone la funzionalità bio-meccanica e circolatorietà del liquido celebro-spinale a livello meningeo su tutto l’asse Cranio-Sacrale per indurre una risposta neurovegetativa livello spinale ed in tutto il sistema corporeo.

Escludendo cause traumatiche dirette come traumi fisici, cadute, scontri, distorsioni, colpi di “frusta” e altro… la “disfunzione” somatica o osteopatica primaria molte volte può essere anch’essa un effetto e non una causa, di un adattamento neuro-vegetativo diretto del soma, in risposta a squilibri posturali, alterazioni viscero-somatiche, problematiche cranio-sacrali e/o aderenze e retrazioni fascio-connettivali, alterazioni afferenziali neuro-propriocettive di occhio, bocca e piede e vestibolo e che a loro voltano in risposta possono creare a cascata “disfunzioni” somatiche primarie (adattamenti somatici) e secondarie (compensi corporei); le quali non sono altro che adattamenti e compensi posturali strategici bio-meccanici indiretti del soma, per mezzo del sistema tonico-posturale (una funzione neuro-fisiologica del nostro sistema nervoso centrale S.N.C) che ha il compito di organizzare il tono muscolo-scheletrico e fascio-connettivale del nostro organismo e che attua in risposta a posture viziate o alterate e a input neurologici interni ed esterni del nostro sistema corporeo per mantenere una sorta di equilibrio e funzionalità posturale.

Nel nostro METODO di NORMALIZZAZIONE POSTURALE attribuiamo un ruolo rilevante a perturbazione/alterazione della afferenze di occhio, bocca, piede e orecchio nelle cause della genesi delle primarietà delle disfunzioni somatiche:
Alterazioni oculo-visive

Alterazioni Oculo-Visive

La funzionalità visiva dell’occhio la focalizzazione, è garantita dai muscoli estrinseci (il retto superiore, inferiore, medio, obliquo superiore e inferiore) essi svolgono una funzione oculo-motoria e di stabilizzazione alla cavita-oculare del cranio, dalla pupilla che si dilata o restringe tramite il muscolo dell’iride e dal cristallino, che cambia il suo raggio di curvatura tramite il muscolo ciliare..

L’occhio con i suoi riflessi oculo-motori e vestibolo-oculari (VOR), è in continua comunicazione con il sistema vestibolare (organo dell’equilibrio), che a sua volta è in comunicazione tramite la via spino-vestibolare con i nervi spinali e principalmente della muscolatura del collo, indicando e adattando così il posizionamento assunto della testa con il resto del corpo.

La vista influisce sulla postura a un massimo di 5 metri del campo visivo, essendo essa una delle funzioni vitali più importanti del nostro organismo, un’alterazione della funzione oculo-motoria dovuta ad esempio un’alterazione della muscolatura estrinseca dell’occhio; che si può manifestare con difetti non patologici della convergenza visiva (come eteroforie verticali e orizzontali, strabismi manifesti e latenti) o della visione binoculare (ambliopie, occhio “pigro”, cecità neurologica e forti differenze di acuità visiva tra un’occhio e l’altro), può portare a una percezione tridimensionale “alterata” dell’ambiente esterno.

Questa alterazione della funzionalità visiva può comportare una modifica globale della postura di un individuo; creando degli adattamenti muscolo-scheletrici diretti principalmente a livello dei muscoli della nuca, del collo e delle spalle e compensi bio-meccanici e neuromuscolari indiretti per mezzo del sistema tonico posturale a parti diverse del corpo che si contro bilanciano fra di loro come busto, dorso, lombi bacino, arti inferiori e possono arrivare a influenzare perfino l’appoggio dei piedi.

Alterazioni stomatognatiche

Alterazioni Stomatognatiche

La bocca è un sistema costituito da tre elementi principali, l’articolazione-tempro-mandibolare (ATM), occlusione (superficie di contatto tra l’arcata dentale superiore e inferiore) e sistema neuro-muscolare (l’insieme di tutti muscoli masticatori e i nervi che li innervano).

Questi sistemi si influenzano reciprocamente fra di loro, sia da un punto bio-meccanico che neurologico e sono anatomicamente molto vicini e hanno relazioni neurologiche con il trigemino ( punto di snodo dei principali nervi cranici e origina a livello dell’encefalo il quale prosegue nel midollo spinale, fino alla 3° e 4° vertebra cervicale) il nervo facciale e l’ipoglosso (nervo linguale); anch’essi neurologicamente correlati tra di loro.

La bocca è ricca di neuro-propriocettori (sensori del movimento ), ne contiene ben il 45% di tutto il corpo, queste vie neurologiche sono molto sensibili e inviano informazioni ai centri motori del Sistema Nervoso Centrale (SNC), al vestibolo e ai circuiti vertebro-spinali adiacenti; essi compartecipanno alla scelta posturale, generando per mezzo del sistema tonico posturale dei riflessi muscoloscheletrici (adattamenti e compensi) su tutta la postura corporea generale.

Quindi problematiche occlusali come maloclusioni, deglutizioni atipiche, morsi incrociati, morsi inverse e profondi, pre-contatti e/o mancanza dentali, ecc; possono creare un iper-tono dei muscoli masticatori (perigoidei, masseteri, temporali, ecc) i quali a loro volta possono causare una eccessiva stimolazione delle strutture nervose e un’iper-tono dellestrutture muscolo-scheletriche adiacenti; adattando direttamente le radici nervose e muscoli del tratto cervico-dorsale e creando dei compensi posturali indiretti su strutture muscolo-scheletriche di tutto il corpo.

Inoltre la deglutizione linguale è direttamente collegata alla muscolatura sovra e sotto ioidea, interviene nel movimento di anteroposteriorità del tratto cervicale di C2-C3 e ha importanti rapporti anatomico funzionali con la dura madre (origina aderendo al foro occipitale, alle vertebre di C2-C3 ed si inserisce al sacro a S2); influenzando direttamente e indirettamente il Movimento di Respirazione Primaria (MRP) di tutto il sistema cranio-sacrale.

Alterazioni podologiche

Alterazioni Podologiche

Il piede è la struttura corporea su cui grava l’intero peso del corpo e consente all’uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio per mezzo della deambulazione. Su di esso vengono scaricate le forze gravitarie al terreno e subisce gli effetti degli “squilibri” posturali di tutto il corpo e “tampona” le perturbazioni discendenti ”bio-meccaniche e neurovegetative causate dall’apparato stomatognatico e/o dagli occhi e/o dal vestibolo; evidenziando le asimmetrie di carico gravitario tra un piede e l’alto.

Statisticamente da un punto di vista bio-meccanico, è più provabile che il piede subisca gli effetti adattativo-disfunzionali di una postura scorretta (piede adattativo) piuttosto che esserne la causa diretta (piede causativo); ciò nonostante dal punto di vista neuro-sensoriale esso interagisce con tutto il resto del corpo attraverso il
sistema miofasciale fornendo costanti informazioni dagli esterocettori cutanei della pianta e dai propriocettori di muscoli, tendini e articolazioni.

Gli esterocettori cutanei del piede sono molto sensibili e mettono in continua comunicazione l’ambiente esterno con il sistema tonico posturale determinando Il riflesso plantare (flessione delle dita al contatto con il suolo), che è in grado di attivare e modulare riflessi muscoli-scheletrici complessi in tutto il corpo come strategia posturale; in stazione eretta attiva la muscolatura podalica e del tricipite della sura (gastrocnemio e soleo) che garantiscono una funzione antigravitaria e di stabilizzatori nei movimenti rotatori di prono/supinazione sul piano trasversale e quelli che inducono oscillazioni sul piano frontale.

Il piede in fase evolutiva di crescita è il responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta (ortostatismo); la fisiologica lordosi lombare si forma e si stabilizza a partire dalla formazione dell’arco plantare, all’età di 5-6 anni, regolando anche la cifosi dorsale e la lordosi cervicale. Quindi alterazioni morfo-funzionali a livello podalico (come piede piatto,pronato, supinato o equino) o/e dismetrie o eterometrie degli arti inferiori possono creare forze rotatorie ascendenti dirette all’articolazione femoro-tibiale del ginocchio e indirette a quella coxo-femorale con la struttura dell’anca. A livello bio-meccanico questo condiziona la postura di segmenti corporei sovrastanti al cingolo pelvico (bacino), come il cingolo scapolo-omerale (spalle), con la cerniera cervico-occipitale (parte alta del collo) arrivando fino all’articolazione tempora-mandibolare.

Alterazioni vestibolari

Alterazioni Vestibolari

L’orecchio svolge due funzioni importanti l’udito e l’Equilibrio, la secondo avviene tramite l’apparato vestibolare situato in profondità dell’orecchio all’interno della Rocca-Petrosa, che corrisponde esternamente al processo mastoideo del cranio. Le informazioni di testa e corpo, giungono continuamente ai nuclei vestibolari del tronco encefalico e insieme a tutte le informazioni dei recettori sensoriali posturali, dall’elaborazione veloce e continua di tutti i segnali origina “l’equilibrio” che permette il controllo e la modifica della posizione del corpo nello spazio.

Il sistema dell’equilibrio e costituito dal vestibolo ed è una cavità ovoidale che si trova al centro del labirinto osseo, su di esso si diramano la coclea (funz. uditive), i canali semicircolari (funz. di equilibrio); quest’ultimi costituiscono sia la parte ossea del labirinto osseo che quella membranosa e sono contenuti nella piramide dell’osso temporale. I canali sono orientati nei tre piani dello spazio e quindi sono l’ideale per la rilevazione di accelerazioni angolari dovute alla rotazione della testa, essi rilevano sia le accelerazioni di movimento lineare, tramite il nutricolo e saculo, e sia le accelerazioni rotatorie, tramite le creste
ampollari, essi fanno parte degli organi otolitici (contenenti gli ottoliti) strutture interne del canale membranoso.

Gli ottoliti sono strutture anatomiche cristalline che controllano i movimento della testa e ci permettono di rilevare tramite le cellule sensoriali dell’epitelio su cui si poggiano, le accelerazioni e i cambi di velocità permettendoci di percepire il moto e la forza di gravità; esse rilevano l’inizio e la fine dei movimenti rotatori sui tre assi dello spazio impressi al capo e dall’intero corpo. Il vestibolo riceve afferenze maculari (saculo e nutricolo) e ampollari e invia stimoli ai movimenti riflessi oculomotori (detti anche VOR).

Ciò avviene a livello cerebellare elaborando le informazioni, mentre interagisce con il sistema tonico posturale a livello spinale regolandone il tono della muscolatura cervicale, e quindi l’atteggiamento posturale del cranio. Infine il nucleo vestibolare riceve diverse informazioni afferenziali extra sensoriali dalla cute, propriocettive muscolari e articolari dirette e indiretta da lombi e cervicale. Esso è inoltre in rapporto afferenziale tramite il tronco cerebrale con il nervo facciale, l’ipoglosso e il nervo trigemino; quest’ultimo stabilisce connessioni fra le proiezioni delle afferenze vestibolari e la posizione del bulbo oculare nell’orbita. Potremmo riassumere dicendo che il vestibolo funge sia da ricevente, che da elaboratore e trasmettitore di tutte quelle che possono essere le afferenze sensoriali che cooperano nell’organizzazione sinergica dell’equilibrio postulare di tutto il corpo. Di conseguenza, se una o più afferenze sono in “disequilibrio” fra di loro possono insorgere problematiche come vertigini, giramenti di testa e senso di smarrimento, perdita dell’equilibrio.

Nel nostro Metodo di normalizzazione posturale è di fondamentale importanza rilevare e trattare tutte quelle alterazioni afferenziali, normalizzandone e neutralizzando le risposte neuro-vegetative “alterate” che potrebbero perturbare e perturbarsi direttamente e indirettamente fra di loro, interagendo con il sistema tonico posturale, adattando la struttura muscolo scheletrica e fascio connettivale e quindi la postura di tutto il corpo.

Nel nostro metodo di NORMALIZZAZIONE POSTURALE, è essenziale effettuare in fase valutativa iniziale sia una prima visita Osteopatica classica che una Valutazione Posturale della disfunziognomica somatica per interpretare pienamente l’UNITA’ del sistema corporeo. La valutazione della disfunziognomica somatica è fondamentale poiché permette di ottenere un’interpretazione basata sulla conoscenza di come un’alterazione della funzionalità corporea agisca sul soma stesso.

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